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Don Bonaparte

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Cartoline di Germania illustrate da Leopoldo Metlicovitz, pubblicate da Ricordi per la prima esecuzione dell'opera

Progetto Don Bonaparte


Don Bonaparte
Commedia musicale in tre atti
di Giovacchino Forzano
musica di Alberto Franchetti (1940/41)


PERSONAGGI

Don Geronimo Bonaparte, curato baritono
Il generale baritono
Il caporale Charles Martiéz tenore
Il cavaliere Franco Rubanti baritono
Il frate padre Silvestro basso
L’avvocato Gualtiero Imbrogliati tenore
Tommaso, detto Maso, sagrestano tenore
Maria Buonamici, vedova soprano
Mattea, sua figlia soprano
Agnese Carlotti, governante di Don Geronimo mezzo
Francesco basso
Lo spinoso baritono
Un contadino basso

Contadini e contadine – soldati – popolo di Certaldo

L’azione si svolge nella Toscana presso Certaldo nell’ottobre 1804.


SINOSSI

L’azione si svolge in un piccolo paese vicino a Certaldo qualche mese prima dell’incoronazione a imperatore di Napoleone Bonaparte.

Nel piccolo paese toscano, mentre si sta preparando la festa di fidanzamento tra Mattea e Maso, glorificando al contempo gli esiti di una vendemmia eccezionale e facendo a gara a chi ha prodotto più fiaschi, irrompe un plotone dell’esercito napoleonico in cerca del parroco del luogo, Don Bonaparte.
La notizia che il generale deve comunicare viene direttamente dal futuro imperatore e riguarda il conferimento della porpora cardinalizia al suo vecchio zio, il parroco per l’appunto. Don Bonaparte dovrà fare le valige, recarsi a Roma per l’investitura e quindi a Parigi, come porporato, per l’incoronazione di Napoleone. Carrozza e cavalli sono già pronti per la partenza, ma il parroco emozionato e confuso, di fronte a una decisione così importante chiede due giorni di tempo.
La notizia provoca una autentica rivoluzione nel piccolo villaggio: chi accampa diritti per andare al seguito del parroco e chi sogna Parigi e riscatti sociali. C’è chi, addirittura, un avvocato, un frate, un cavaliere (emblema delle tre più importanti istituzioni statali) pretende grossi favori e agevolazioni illegali per i propri interessi e affari personali, non esitando a chiamare in causa la corruzione come dato di fatto, per così dire, naturale. Il nome di due, dei tre, allude, con amaro dileggio, alle loro intima disonesta natura.
La quiete del piccolo paese è ormai irrimediabilmente turbata, sembrano tutti impazziti e anche la vicenda d’amore tra Mattea e Maso trova imprevisti ostacoli, o meglio, porta a maturazione iniziali indecisioni di una ragazza desiderosa di più ampie prospettive rispetto all’orizzonte limitato del piccolo paesello. L’amore a prima vista tra lei e il caporale accende la vicenda di sfumature tra il farsesco e il licenzioso che si concluderanno con un provvidenziale matrimonio riparatore.
L’opera si conclude con la decisione, da tutti inaspettata: Don Bonaparte non partirà né per Roma né per Parigi. Stupore generale, ma anche l’acquietarsi degli animi nel ritorno alla normalità con l’esaltazione delle piccole virtù contadine.


Scene del film “Don Buonaparte” – Regia Flavio Calzavara, 1941

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