Associazione per il musicista Alberto Franchetti

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Associazione per il musicista Alberto Franchetti APS

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Codice fiscale 91144660353

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Quota Associativa annuale:
30,00 euro
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Cartoline di Germania illustrate da Leopoldo Metlicovitz, pubblicate da Ricordi per la prima esecuzione dell'opera

sabato 17 dicembre 2022 ore 21
Reggio Emilia, Teatro Ariosto

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martedì 15 e venerdì 25 novembre 2022

25 novembre 2022

ASPETTANDO L’OPERA L’OMAGGIO A ALBERTO FRANCHETTI
CONTINUA A REGGIO EMILIA CON IL FILM
ISPIRATO ALLA FORTUNATA COMMEDIA DI FORZANO

“Aspettando Don Bonaparte” è il titolo del progetto con cui la città di Reggio Emilia sta rendendo omaggio al compositore Alberto Franchetti a ottant’anni dalla sua scomparsa con un crescendo di iniziatiche che culmineranno nel varo di Don Bonaparte, un’opera mai rappresentata fino ad oggi e ispirata ad una fortunata commedia teatrale e trasposta anche per il grande schermo.

Musicista prediletto dall’anziano Verdi, ammirato da Toscanini, Alberto Franchetti (1860-1942) deve la sua fama a opere liriche che riscossero un immediato successo in tutta Europa. Torinese di nascita e originario di una famiglia aristocratica e facoltosa – la madre era una discendente dei Rothschild – Franchetti trascorse gran parte della sua vita a Reggio Emilia dove nel 1888 era stata rappresentata la sua prima opera Asrael e dove presso la Biblioteca Panizzi è conservato un prezioso fondo di manoscritti e documenti grazie al quale si sta rendendo possibile la riproposizione di una partitura che l’autore non poté vedere eseguita a teatro.

Autore del soggetto fu Giovacchino Forzano e toccò a Franchetti mettere in musica la sua commedia Don Bonaparte scritta per il celebre attore Ermete Zacconi. Se l’opera non fu mai rappresentata – un segno del progressivo isolamento in cui il compositore era caduto con l’entrata in vigore delle leggi razziali – la commedia fu trasformata in un film, Don Buonaparte, che sarà proiettato venerdì 25 novembre 2022 – ore 18 – nella Sala degli Specchi del Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, nuova e importante tappa del progetto dedicato a Franchetti.

“Don Bonaparte, sceneggiato dallo stesso Forzano è naturalmente teatro filmato dalla prima scena all’ultima, la più o meno fedele trasposizione sullo schermo di un lavoro teatrale”. Questo il giudizio del critico cinematografico Guido Aristarco in occasione del debutto della pellicola nel 1941 alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel film, diretto da Flavio Calzavara, fu determinante la presenza di Ermete Zacconi che traspose sul grande schermo il personaggio protagonista della commedia che ruota attorno alla figura di un parroco di campagna, Don Geronimo Bonaparte raggiunto da un generale alla testa di un plotone di dragoni per trasmettergli l’invito del nipote Napoleone, diventato nel frattempo Imperatore, perché lo raggiunga a Parigi dove lo attende la nomina a cardinale. L’interpretazione di Zacconi valse all’attore la vittoria della Coppa Volpi assegnatagli alla Mostra del Cinema che riconobbe il talento dell’attore, capace di superare il modello di recitazione ereditata dal cinema muto.

Noto l’impegno di Giovacchino Forzano, drammaturgo, librettista e infine regista è stato fondamentale nella cultura italiana dagli anni Trenta in poi sia nel campo teatrale che in quello cinematografico. Forzano studiò medicina e canto, si laureò in Legge all’Università di Urbino dedicandosi al giornalismo. Si avventurò, con successo, non solo nella carriera registica teatrale, ma anche come autore scrivendo i libretti per Puccini, Mascagni, Ermanno Wolf Ferrari, Umberto Giordano, Leoncavallo e altri. Si impegnò anche nel campo dell’editoria teatrale e infine nell’industria, nascente, quella cinematografica. Nel 1933, l’Ente autonomo Tirrenia costruisce, su progetto dell’architetto Antonio Valente, un complesso di stabilimenti cinematografici. È in questo vivace contesto, sorretto dal Regime, nonostante la guerra, che nel 1941 prende forma il film Don Buonaparte.

Diretta da Flavio Calzavara, con la fotografia di Mario Craveri, con le musiche composte da Renzo Rossellini – fratello del celebre Roberto – la pellicola con Ermete Zacconi, Oretta Fiume, Osvaldo Valenti, Aldo Silvani, Mino Doro e Vinicio Sofia, viene ora riproposto nell’ambito degli eventi con cui Reggio Emilia si sta preparando al debutto dell’opera di Franchetti con un allestimento che sarà affidato alla regia di Giulia Bonghi e alla direzione di Alberto Martelli.

Tutte le iniziative in corso sono realizzate dall’Associazione per il musicista Alberto Franchetti con il supporto del Comune di Reggio Emilia, I Teatri di Reggio Emilia e con il contributo del Ministero della Cultura / Direzione Generale dello Spettacolo Regione Emilia-Romagna.

Ingresso libero senza prenotazione


18 novembre 2022

CON UNA CONVERSAZIONE DI PIERO MIOLI,
LA PRESENZA DEL SOPRANO ANGELA NISI
E DEL BARITONO MAURIZIO LEONI
CONTINUA L’OMAGGIO DI REGGIO EMILIA
AL COMPOSITORE ALBERTO FRANCHETTI

Continua l’omaggio di Reggio Emilia al compositore Alberto Franchetti, con un calendario folto di iniziative che culmineranno, in occasione degli 80 anni dalla sua scomparsa, nella prima rappresentazione assoluta di Don Bonaparte, ultima opera mai rappresentata fino ad oggi e scritta da un musicista che contò tra i suoi ammiratori personalità come Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini.

Sarà incentrata sulla figura e sull’opera del compositore la conversazione organizzata dall’Associazione per il musicista Alberto Franchetti martedì 15 novembre – ore 18 – presso la Sala degli Specchi del Teatro Valli di Reggio Emilia e che vedrà protagonista il musicologo Piero Mioli, autore di numerose pubblicazioni dedicate all’opera italiana, in particolare la sua pregevole Storia della Musica. L’incontro è a ingresso gratuito e vedrà la partecipazione di molti dei protagonisti della futura rinascita del Don Bonaparte: il Maestro Alberto Martelli a cui si devono la trascrizione e la revisione della partitura, Giulia Bonghi, regista dell’allestimento dell’opera e fra gli interpreti vocali il soprano Angela Nisi e il baritono Maurizio Leoni, al pianoforte Francesco Melani.

Verranno eseguiti brani musicali tratti dall’opera Don Bonaparte, fra i quali anche l’Ave Maria con il Quartetto vocale degli studenti dell’Istituto Musicale Achille Peri (soprano Elena Busni, mezzosoprano Angelica Milito, tenore Joaquín Cangemi, basso Marcandrea Mingioni).

“Tutto comincia – spiega la musicologa Daniela Iotti vicepresidente del Comitato scientifico dell’Associazione intitolata al compositore – con la pièce teatrale di Giovacchino Forzano, Don Buonaparte, pubblicata nel 1931 Il frontespizio reca l’indicazione ‘scritta per Ermete Zacconi’ La commedia riscosse un successo straordinario, anche grazie all’interpretazione dell’attore per cui era stata scritta, uno tra i più in auge del momento, applaudito e acclamato alla prima e nelle numerose repliche che lo videro impegnato in molte città. Zacconi sarà quindici anni dopo anche l’interprete del film omonimo che gli valse il conferimento della prestigiosa coppa Volpi. Quindici anni circa è anche il lasso di tempo che intercorre tra l’edizione a stampa e le prime rappresentazioni della commedia e la decisione di trarne un libretto da mettere in musica. Non abbiamo testimonianze in merito a chi abbia fatto il primo passo, se sia stato Forzano a proporlo a Franchetti – o viceversa, ma è probabile che, in considerazione delle precedenti collaborazioni, sia stato il musicista a rivolgersi nuovamente allo scrittore che nel frattempo era diventato una delle personalità più in vista in campo teatrale, non solo come scrittore di drammi, ma anche come regista, sceneggiatore, librettista, affermandosi infine, anche nel campo della cinematografia.

Franchetti fu tra i primi operisti a rivolgersi a Forzano, allora ai suoi esordi teatrali, per la richiesta di un libretto. Si arriva dunque al 1939, data d’inizio della composizione del Don Bonaparte che terrà occupati Franchetti e Forzano fino al 1941. In un’epoca di profondi rivolgimenti sul piano linguistico e culturale, il ritorno alla collaborazione col librettista significava la sicurezza di poter contare su una tenuta e su un ritmo narrativo e drammatico, da sempre riconosciuti allo scrittore toscano, tanto più indispensabili in relazione a un genere comico quale è il Don Bonaparte.

Con quest’opera Franchetti contava di prendersi una piccola rivincita a fronte dell’emarginazione che aveva cominciato a subire già dagli anni Venti e che si sarebbe aggravata dopo l’emanazione delle leggi razziali del’38. Ma nonostante lo sforzo degli amici compositori vicini al regime e pronti a intercedere presso Mussolini a favore di Franchetti, la situazione non cambiò e il musicista morì prima che Don Bonaparte potesse essere proposto in scena. A ottant’anni dalla scomparsa del compositore – torinese di nascita ma reggiano di adozione – si sono finalmente realizzate le condizioni per la prima rappresentazione assoluta dell’ultima opera di Franchetti.

In occasione di questo evento, sarà distribuita gratuitamente una pubblicazione dal titolo: “Aspettando Don Bonaparte – Riflessioni sulla genesi del Don Bonaparte – Una commedia, un film, un’opera” a cura dell’Associazione per il musicista Alberto Franchetti.

Tutte le iniziative sono realizzate dall’Associazione per il musicista Alberto Franchetti con il supporto del Comune di Reggio Emilia e con il contributo del Ministero della Cultura / Direzione Generale dello Spettacolo Regione Emilia-Romagna e da I Teatri di Reggio Emilia.


da venerdì 4 novembre 2022
Reggio Emilia, Biblioteca Municipale Panizzi,
Sezione di Conservazione e Storia locale

MOSTRA DOCUMENTARIA

“Don Bonaparte” di Alberto Franchetti: i documenti inediti conservati in Biblioteca Panizzi

Aprirà il prossimo 4 novembre nella Sezione di Conservazione e Storia locale della Biblioteca Panizzi una mostra dedicata a Don Bonaparte, l’ultima commedia musicale di Alberto Franchetti (1860-1942), musicista e compositore, autore prediletto da Verdi, ammirato da Toscanini, da Puccini e Mascagni e considerato reggiano d’adozione per l’amore e l’attenzione che dimostrò verso la nostra città.

La mostra, promossa dall’Associazione per il musicista Alberto Franchetti, propone, oltre ad alcuni documenti e libretti che raccontano la vita e l’opera di Franchetti, anche spartiti, copioni e documenti inediti posseduti dalla Biblioteca Panizzi e provenienti dai fondi Franchetti, Franchetti-Ponsi, Girardi, Sidoli-Terrachini e dai fondi Maria Melato ed Ermete Zacconi. Nella mostra è inoltre esposta una copia dello spartito originale del Don Bonaparte, i libretti e i copioni con annotazioni dell’attore Ermete Zacconi, il diario di Manlio Pierotti, segretario prima di Maria Melato e poi di Zacconi che racconta la messa in scena della commedia con Franca Taylor, a testimonianza della fortuna critica dell’opera.

Genesi dell’opera
Siamo negli anni trenta, Franchetti, ritiratosi in Versilia e ormai fuori dalle scene nazionali e europee perché ebreo, è invitato dal commediografo e amico Giovacchino Forzano a comporre in musica la sua commedia Don Bonaparte scritta nel 1926, rimaneggiata nel 1931 per il grande attore Ermete Zacconi (1857-1948) e poi trasposta in musica e infine in un film. Franchetti iniziò a comporre nel 1939, un anno dopo la promulgazione delle Leggi razziali, con entusiasmo e passione e la terminò nel 1941. Probabilmente a causa dell’entrata in guerra dell’Italia, l’opera non fu mai rappresentata. La commedia, invece, fu tradotta in film con la regia di Calzavara nello stesso anno che valse la Coppa Volpi a Ermete Zacconi per la migliore recitazione maschile alla Biennale Cinema di Venezia di quell’anno.

Il film narra la storia di Don Geronimo Bonaparte, parroco di un villaggio di poche centinaia d’anime arrampicato sui monti della Toscana, il quale viene a sapere che suo nipote Napoleone, divenuto imperatore, gli offre la porpora cardinalizia. La mirabolante notizia, portata da un generale al comando di un plotone di dragoni mette in subbuglio il paesello, dove il parroco menava una vita semplice e tranquilla. Gli speculatori e gli scrocconi si fanno avanti per sfruttare la situazione. Don Geronimo, dopo un primo stordimento, riflette che, accettando gli onori che gli vengono offerti, perderebbe la sua così invidiabile tranquillità e, rifugiandosi nella pace della sua chiesetta, decide la grande rinunzia. La morale è quella delle cose semplici, dei sentimenti di onestà e sincerità su cui basare non solo la vita familiare, ma anche la vita pubblica, uno dei valori propagandati dal Fascismo.

La mostra ad ingresso libero è visitabile fino al 5 gennaio 2023 (da lunedì a venerdì 9.00-18.00 e sabato 9.00 -13.15) e desidera offrire uno spunto di approfondimento per il film di Calzavara che verrà proiettato al Teatro Valli presso la Sala degli Specchi il prossimo 25 novembre, in previsione della prima assoluta dell’opera che verrà messa in scena a Reggio Emilia prossimamente.

Per ulteriori informazioni:
Francesca Vantini – Sezione di Conservazione e Storia Locale
tel. 0522456056 francesca.vantini@comune.re.it

Sito ufficiale



Date e biglietti

Trailer, making of, foto di scena

Recensioni e tutti i materiali relativi all’allestimento di Bonn 2022



Domenica 23 ottobre 2022 ore 20.30
Rocca Viscontea di Lacchiarella (MI)

CONCERTO PIANISTICO

Eleonora Barlassina, Loris Peverada pianoforte

Musiche di Alberto Franchetti
(Sinfonia in mi minore, I movimento, trascrizione per pianoforte a 4 mani),
Chopin, Mendelssohn, Brahms

Programma di sala

Intervista ad Eleonora Barlassina (Radio Panda, 17 ottobre 2022) > si parla di Franchetti dal minuto 3.19



DON BONAPARTE

Commedia musicale in tre atti di Giovacchino Forzano
Musica di Alberto Franchetti
Maestro concertatore e direttore Alberto Martelli
Regia Giulia Bonghi
allestimento in forma semiscenica

Produzione dell’Associazione per il musicista Alberto Franchetti

con il supporto di:
Ministero della Cultura / Direzione Generale dello Spettacolo
Regione Emilia-Romagna

PRIMA ASSOLUTA

Cartella stampa in italianoPress kit

Personaggi e sinossi dell’opera

Sito ufficiale del progetto


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