Associazione per il musicista Alberto Franchetti

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La scomparsa di Renato Badalì

L’Associazione per il Musicista Alberto Franchetti annuncia con dolore la scomparsa di Renato Badalì (1940-2023), filologo classico, musicologo e collaboratore della RAI, per la quale ha curato numerosi cicli radiofonici dedicati soprattutto ad autori in prevalenza italiani del tardo Ottocento e primo Novecento di scarsa circolazione e raro ascolto.

Tra questi, nel 1982, un ciclo dedicato ad Alberto Franchetti, compositore a cui ha rivolto un particolare interesse, raccogliendo materiali inediti e registrazioni ed entrando a far parte del Comitato scientifico dell’Associazione per il Musicista Alberto Franchetti. Oltre a partecipare attivamente alla vita dell’Associazione, nel 2016 presso la Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana a Roma ha condotto la presentazione del libro Alberto Franchetti: l’uomo, il compositore, l’artista a cura di Paolo Giorgi e Richard Erkens (Lucca, LIM, 2015).

Filologo classico con al suo attivo numerose pubblicazioni e importante studioso di Lucano, di cui ha curato l’edizione critica delle opere (Lucani Opera, Roma 1992) e tradotto il suo Bellum Civile, Lucano. La guerra civile (Torino, UTET, 1988), Renato Badalì ha guardato agli scrittori latini da una prospettiva originale (Seneca palombaro dell’anima umana, in Cinque incontri sulla cultura classica, a cura di M. Capasso, Lecce 2015; Da Lucano a Stephen King: il nostro incubo quotidiano, in Atti del convegno nazionale di studi “Arma virumque cano”; L’epica dei Greci e dei Romani, Torino, 23-24 aprile 2007, a cura di R. Uglione, Alessandria 2008).

Altro campo di studi particolare a cui ha dedicato l’ultima parte della sua carriera di studioso è stato il lungo lavoro di analisi e di recupero confluito nell’edizione critica dei carmi in latino, greco e volgare che accompagnavano la pubblicazione di opere mediche tra Cinquecento e Seicento (Carmina medicalia, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana 2013).

Docente di Letteratura latina e Storia della lingua latina nelle Università di Bologna, Roma “La Sapienza” e Viterbo (Università della Tuscia), si è dedicato contemporaneamente alla sua seconda grande passione, la musica, producendosi in una vivace attività musicologica, di ricerca e registrazione che nel corso degli anni è andata a costituire un notevole archivio.

Assemblea dei Soci

Assemblea dei Soci

Sabato 6 aprile 2019, ore 11
Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, Sala Archivio Zavattini al piano interrato
(entrando in biblioteca prendere la scala a destra;
se si trova chiuso rivolgersi alla reception per farsi aprire)
(via Farini 3 – piano interrato)

Convocazione Assemblea Ordinaria dei Soci

Assemblea Ordinaria dei Soci
Associazione per il Musicista Alberto Franchetti

Sabato 16 aprile 2016, ore 11
Reggio Emilia, Sala del Planisfero della Biblioteca Panizzi
(via Farini 3)


ORDINE DEL GIORNO

1. Relazione del Consiglio Direttivo sulle attività dell’Associazione;
2. Lettura e approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31.12.2015;
3. Programmi per l’anno 2016 fra cui la presentazione del libro “Alberto Franchetti. L’uomo, il
compositore, l’artista” il giorno 17 maggio presso la sede dell’Enciclopedia Italiana in Roma e il
giorno 18 giugno presso il Conservatorio “L. Cherubini” in Firenze;
4. Bilancio preventivo per l’anno 2016 e determinazione quota associativa;
5. Varie ed eventuali.


Assemblea dei Soci | 18 aprile 2015

Sabato 18 aprile 2015
Biblioteca Panizzi, Sala del Planisfero – Via Farini, 3, Reggio Emilia

Assemblea dei Soci 2015
h. 11-12.30

ORDINE DEL GIORNO

1. Relazione del Consiglio Direttivo sulle attività dell’Associazione

2. Lettura e approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31.12.2014

3. Programmi per l’anno 2015

4. Bilancio preventivo per l’anno 2015 e determinazione quota associativa

5. Varie ed eventuali

Data l’importanza degli argomenti trattati, si confida nella partecipazione dei soci.

Un socio impossibilitato a partecipare può farsi rappresentare a mezzo delega, a norma di satatuto.

Art. 21 “All’Assemblea è ammesso un solo voto per delega. La delega sottoscritta deve essere depositata presso il Consiglio Direttivo prima dell’inizio dell’Assemblea”.

Al termine dell’Assemblea, alle ore 12.00, Paolo Giorgi interverrà per presentare le prime bozze del volume contenente gli Atti del Convegno su Alberto Franchetti (a cura di Paolo Giorgi e Richard Erkens), arricchito di nuovi contributi per le edizioni dalla Casa Editice Musicale LIM, nonché per illustrare, con l’intervento di Silvia Perucchetti il nuovo sito dell’Associazione attivo da poco più di un mese, rinnovato nella grafica e nei contenuti. Inoltre, Daniela Iotti porterà il resoconto del suo intervento I Franchetti e la musica, da lei tenuto all’interno del convegno di studi La Ca’ d’Oro di Giorgio Franchetti: Collezionismo e museografia (Venezia, 30-31 gennaio 2015).

Scarica la lettera di convocazione dell’Assemblea, completa di modulo di delega. 

Per info: associazionealbertofranchetti@gmail.com

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Vita di Alberto Franchetti

Alberto Franchetti, Biografia

a cura di Lorella del Rio

Alberto Franchetti nasce a Torino il 18 settembre 1860.
Dopo aver appreso i primi rudimenti a Torino (fu la madre, ottima pianista ad avvicinarlo alla musica), la famiglia si trasferisce a Venezia e vinta l’opposizione paterna, studia armonia con N.Coccon e contrappunto con F.Maggi. Nel 1884 Franchetti termina gli studi in composizione prima al Conservatorio di Monaco, dove è allievo di J.K.Rheinberger, poi si diploma al Conservatorio di Dresda nel 1885 sotto la guida di F.Draeseke ed E.Kretschmar.
Durante gli anni di studi accademici aveva già composto romanze e pagine corali, ma fornì il primo saggio delle proprie capacità, pur nell’orbita di uno stile e di una tecnica d’impronta germanica, con la Sinfonia in si minore nel 1884, composta su tema d’esame, che racchiude pregi d’ordine superiore. Eseguita per la prima volta al Conservatorio di Dresda, venne rieseguita nella stessa città in concerti popolari e alla Cappella Reale sotto la direzione di Hagen. Dopo Dresda “… fu una gara per includerla nei loro programmi, dalle orchestre di Sondershausen, di Chemnitz, di Gotha, di Lipsia, di Monaco, di New York. La Sinfonia volava così di trionfo in trionfo rendendo popolare il nome del novello maestro Alberto Franchetti, al quale fu conferito l’Ordine Reale dei Cavalieri di Sassonia…”.
Il successo arriva con “ASRAEL”, leggenda in quattro atti di Ferdinando Fontana, rappresentata l’11 febbraio 1888 a Reggio Emilia e sostenuta finanziariamente dal padre che ne curò l’intera opera di allestimento. La prima assoluta a Reggio Emilia, sotto la direzione dell’autore, viene allestita, come già accennato, dal padre Raimondo che aveva assunto l’impresa della Stagione 1887/1888. Nel febbraio 1888 dunque l’opera riscuote incondizionato successo. Se ne fanno due sole recite, che tuttavia bastano a lanciare il nome di Alberto Franchetti attraverso le cronache ed i commenti dei critici e corrispondenti convenuti a Reggio Emilia (da ricordare inoltre che alla prova generale di quattro sere prima erano presenti in sala Puccini e Martucci).
L’opera di Franchetti viene contesa dai principali teatri e si afferma in breve anche all’estero: Amburgo, Budapest, Praga, New York, Lisbona, Buenos Aires. Dopo aver composto il “CRISTOFORO COLOMBO”, che fu rappresentato a Genova nel 1892 e dopo “FIOR D’ALPE” (libretto Leo di Castelnuovo: Leopoldo Pullé; 3 atti, Milano, La Scala, 15 marzo 1894) e “IL SIGNOR DI POURCEAUGNAC” (libretto Fontana da Moliére; 3 atti, Milano, La Scala, 10 aprile 1897, dir. Vanzo con Pinckert e Bonci; nuova versione: Genova, Politeama, 24 novembre 1897), con risultati di scarsa risonanza, Franchetti approdò nuovamente al successo internazionale con “GERMANIA”.
Da libretto di Illica “GERMANIA” fu data in prima alla Scala nel 1902 sotto la direzione di Arturo Toscanini, e più tardi al Metropolitan; l’opera arriva a Reggio Emilia nel marzo 1905. Su libretto di Gabriele D’Annunzio, in tre atti, fu rappresentata “LA FIGLIA DI IORIO”, alla Scala il 29 marzo 1906, direttore Mugnone con Pandolfini e poi Burzio.
Quest’opera è il secondo capolavoro del teatro dannunziano, il più compatto, il più omogeneo, quello per il quale ben si merita il Sommo Vate la lode cui egli più ambiva: “Questa è bella materia”.
Dopo la composizione della “FIGLIA DI IORIO”, Alberto Franchetti viene chiamato nel 1926, senza concorso, a succedere a Setaccioli nella direzione del Conservatorio di Firenze. Egli accetta, ma se ne allontanerà nel 1928 ritirandosi a vita privata fino alla morte, avvenuta il 5 agosto 1942 a Viareggio.